GitFlow come modello di riferimento

GitFlow non è un insieme rigido di regole, bensì un modello di gestione dei rami che va adattato al contesto organizzativo. I princìpi cardine restano invariati, ma ogni team può declinarli in funzione di processi di delivery, vincoli di compliance o policy di revisione del codice. Le declinazioni più comuni sono:

La scelta ottimale dipende sempre dal workflow di squadra e dalla strategia di deploy.

Perché adottare GitFlow

  1. Separazione netta tra codice stabile e sviluppo in corso: il ramo main custodisce sempre una versione deployable, riducendo il rischio di rilasci fallati.
  2. Parallelizzazione delle feature: rami isolati (feature/...) consentono a più sviluppatori di lavorare senza interferenze, migliorando la produttività.
  3. Qualità intrinseca: l’integrazione di test prima del merge in main garantisce stabilità.
  4. Collaborazione strutturata: Pull/Merge Request e code-review obbligatorie innalzano il livello di scrutinio tecnico.
  5. Versioning tracciabile: i tag (es. v1.2.0) offrono uno storico chiaro delle release.

Quando ha senso usare GitFlow

Obiettivi operativi